venerdì 3 aprile 2009

LA PENTOLA BOLLE... aggiornamenti dal fronte adolescenti

Cosa bolle in pentola?
Il punto sulla ricerca-azione del Progetto Giovani
di Gianna Metallo

Partito ufficialmente già da qualche mese, il progetto 'Cosa bolle in pentola' è finalmente 'decollato' e prosegue in modo più che soddisfacente. Finalizzato alla ricognizione dei bisogni dei giovani, il Progetto, che vede coinvolte attivamente un campione di scuole superiori del territorio salernitano, è ormai entrato “nel vivo” del suo percorso operativo.
Sono stati avviati gli incontri di formazione con i Peer Educator delle varie scuole, i quali hanno preso parte ad una serie di appuntamenti presso la sede del Centro La Tenda di via Fieravecchia ed hanno avuto l’occasione, non solo di incontrare e conoscere altri giovani provenienti da varie scuole, ma soprattutto di avviare un percorso di riflessione personale e di gruppo sulla propria condizione di adolescenti.

Il gruppo di operatori del progetto giovani

Il gruppo dei peer educator che partecipa attivamente agli incontri settimanali di formazione è composto all’incirca da 15 ragazzi dai 14 ai 16 anni, scelti come rappresentanti ed anche un po’ come leader delle proprie realtà scolastiche.
L’attenzione, l’ascolto attivo, la partecipazione e la voglia di aprirsi al “nuovo” sono alcune delle caratteristiche di questi ragazzi ,osservate durante gli incontri e notate nei momenti meno formali di scambi comunicativi.
I primi incontri con i peer educator, oltre che, ovviamente, alla conoscenza reciproca e alla iniziale conquista della fiducia e della simpatia, elementi fondamentale per garantirsi e assicurarsi la partecipazione dei ragazzi alle attività previste dal Progetto, sono stati finalizzati all’ emersione delle concezioni che questi ragazzi hanno dei propri bisogni e di quelli del mondo giovanile, di come li classificano e come ad essi rispondono.
I Focus Group, in cui un conduttore presentava degli 'stimoli' su cui i ragazzi si sono confrontati, si sono rivelati un utilissimo strumento per scoprire in modo rapido e piuttosto efficace i pensieri di questi giovani rispetto ai loro bisogni. Dai dati emersi pare che tutti definiscano il bisogno come una mancanza o una necessità, dalla condivisione e dalla ri- discussione emerge però in modo netto come tutti trascurino che il bisogno, pur nascendo da una condizione di mancanza o necessità, presuppone un individuo che si 'attivi' per colmare tale vuoto. Piuttosto 'di attesa' la posizione in cui si sono collocati i nostri peer educator, esprimendo spesso una aspettativa di soddisfacimento dei propri bisogni dall’esterno e rimandando a terzi la determinazione della propria condizione. In effetti però dalla discussione di gruppo e in seguito a numerosi stimoli, sono emersi in modo netto bisogni di conoscenza personale, di famiglia e di relazioni amicali positive. Non sono mancate occasioni per riflettere sulla trasgressione e sull’anelata libertà, e sul bisogno di sicurezza. L’incontro finale sarà rivolto alla sintesi dell’esperienza e al passaggio di consegne: i peer educator infatti torneranno in classe e renderanno partecipi i propri compagni del proprio percorso oltre che essere impegnati nella somministrazione a tutto il biennio di un questionario di rilevazione dei bisogni che ci permetterà di conoscere più a fondo la realtà giovanile e strutturare con più consapevolezza dei servizi ad essi destinati.
I laboratori proseguiranno in vista dell’organizzazione del II Meeting dei giovani previsto a fine maggio presso lo spazio giovani di via Fieravecchia.


Ricordiamo le tappe di sviluppo della ricerca-azioni
Step 1
Primo incontro di conoscenza con una classe del biennio per la presentazione del progetto ed individuazione di 3-4 peer educator.
Step 2
Percorso di formazione del gruppo dei peer educator (formato dalla convergenza dei peer educator di tutte le scuole coinvolte) presso la sede del Centro La Tenda di via Fieravecchia: partecipazione a Focus Group finalizzati all’emersione ed individuazione di bisogni.
Testimonianza di altre esperienze di vita: conoscenza ed interazione con i ragazzi delle Comunità alloggio, ovvero avvicinamento a chi, avendo maturato già esperienze di gruppo ed avendo intrapreso da più tempo un percorso di riconoscimento bei propri bisogni, può favorire l’individuazione ed il riconoscimento di varie tipologie di bisogni immateriali.
Messa a punto dello strumento d’indagine, un questionario, finalizzato alla rilevazione a più ampio raggio dei bisogni dei ragazzi.
Step 3
I peer educator, così formati, ritorneranno ciascuno nella propria classe, sostenuti dalla presenza di un operatore, e riproporranno ai propri compagni di classe l’attività di Focus Group, raccontando il proprio percorso e stimolando l’emersione dei bisogni; potranno perfezionare ed utilizzare lo strumento-questionario, ulteriormente arricchito, per la raccolta dei bisogni.
Inoltre i peer educator somministreranno il questionario al biennio.
Step 4
I dati raccolti saranno elaborati statisticamente e pubblicati.
Step 5
Attivazione di laboratori finalizzati all’organizzazione e realizzazione di un evento finale pubblico presso la sede del Centro La Tenda di via Fieravecchia, occasione preziosa per i ragazzi per presentare i lavori svolti e raccontare, da protagonisti, l’esperienza intrapresa.

Gianna Metallo - cordinatrice della ricerca azione "cosa bolle in pentola?"





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