lunedì 23 settembre 2013

CAOSINFORMA 66



Non è la prima volta che caosinforma si occupa di famiglia. E del resto, per una rivista che ha a cuore i temi formativi, è normale che la famiglia, prima e fondamentale esperienza di formazione, sia al centro della sua riflessione.
Questo numero di caosinforma, il 66, disponibile anche nella versione online, caosinforma.it, è solo una parte del "dossier famiglia" che caosinforma sta predisponendo Iin vista del Seminario, dedicato alla promozione del Centro di servizi alla famiglia, a Fieravecchia in programma per la fine di ottobre prossimo.

Ciò, a maggiore ragione oggi, in un contesto socioculturale in cui c'è bisogno di ritrovare un'idea condivisa di famiglia, in quanto la stessa definizione di famiglia rischia di apparire sfumata, indeterminata.
Così come capita al ruolo e alla funzione della figura genitoriale che, proprio a causa di questa indeterminatezza di contesto,
rischia, a sua volta,di essere spesso confusa, e poco significativa nel contesto del sistema familiare. Inoltre, laddove il lavoro o la carriera (ma anche la loro mancanza) occupano primariamente i membri adulti del nucleo, può scomparire la preponderanza di una figura genitoriale, anche perché e non vi è più un genitore che consuma più ore accanto ai figli e gran parte delle attenzioni ed energie prima disponibili per la cura della prole ora vengono assorbite dalla gestione domestica. Non è la prima volta che caosinforma si occupa di famiglia. E del resto, per una rivista che ha a cuore i temi formativi, è normale che la famiglia, prima e fondamentale esperienza di formazione, sia al centro della sua riflessione.
Se, poi, vi è un'unica figura genitoriale, il ruolo genitoriale si colora di sfumature molto particolari così come la trasmissione delle figure identificatorie del maschio, attraverso il padre, e della femmina, attraverso la madre. Non possiamo, infatti, dimenticare i contributi che la Psicoanalisi e la Psicologia in genere hanno dato nello spiegare le interazioni profonde fra genitori e figli, ai fini delle crescita psicologica della prole nonché della costruzione della società Alla luce di questi fenomeni,documentati da una recente ricerca (10° RapportoNazionale sulla Condizione dell'Infanzia e della Preadolescenza"), nasce spontanea la domanda :"fino a quando potremo riferirci ancora, univocamente al termine "famiglia"? In realtà , come suggerisce l'indagine citata "la famiglia, anziché morire come istituto, per effetto della modernizzazione, si trasforma in una pluralità dinamica e flessibile di "soluzioni istituzionali" Ma se ciò è certamente vero, altrettanto certamente, non stupisce che i genitori di oggi siano confusi, contradditori e deleganti. E che abbiano messo in atto una sorta di abdicazione, più o meno avvertita,
che condiziona la maturazione dell'individuo in formazione, perché non lo prepara appieno ad affrontare quegli elementi di responsabilità, di impegno e di frustrazione che compongono le scelte del domani. Attraverso la coesione e l'organizzazione famigliare, conflittualità compresa, il bambino, infatti apprende anche le sue capacità di adattamento alla realtà e agli eventi, modulando le capacità di flessibilità, cioè di problem solving, imparando a trasformare i vincoli in risorse. Laddove manca sia tale esperienza sia la possibilità di misurarsi nella dialettica del dialogo e del confronto, per mancanza di tempo, voglia o di figure adulte disponibili, la persona in crescita si percepisce abbandonata, libera solo perché senza riferimenti, e assimila la "normalità" all'insipienza. Tutto ciò si può concettualizzare in un terzo dato, che apre il capitolo della "famiglia multiproblematica". Di fatti una famiglia inadeguata alla lunga può diventare multiproblematica o può generare soggetti problematici.
La "famiglia multiproblematica" è la rappresentazione di una centrifuga sociale che prende sempre più velocità senza affrontare i problemi per cui, di fatto, li assomma fino ad arrivare a situazioni di disagio e/o devianza, intrinseche al nucleo famigliare, che richiedono l'intervento della società stessa.
Nasce da queste premesse il progetto di un Centro di servizi per la famiglia che il Centro Studi e formazione caos de La Tenda ha avviato, nel contesto del corso di formazione Formarsi progettando, realizzato nei mesi scorsi. E grazie al quale è partita, in questi giorni l'indagine per conoscere, dalle risposte dirette delle famiglie destinatarie dell'intervento, i reali bisogni, e le avvertite necessità delle famiglie del territorio. A partenza dalla lettura dei dati emersi, verranno predisposti i servizi richiesti, integrando la bozza progettuale elaborata in sede corsuale.
E in tale prospettiva questo numero di caosinforma si trasforma in "dossier famiglia". Lo scopo è quello di documentare attraverso la cronaca dei diversi tipi di interventi messi in campo dal Centro La Tenda per le famiglie, il bagaglio esperienziale e formativo maturato sinora e predisporsi al Seminario, in programma per la fine di ottobre 2013, per la promozione del Centro di servizi alla famiglia.
Mario Scannapieco

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