venerdì 9 settembre 2011

EDUCARSI AD EDUCARE




PERCORSO DI FORMAZIONE PER EDUCATORI NATURALI E PROFESSIONALI

Perché oggi gli insegnanti, i pedagogisti, i responsabili di associazioni e gli stessi genitori nella loro funzione educativa sono considerati e ricercati assai meno dei medici, degli psicologi e dei professionisti della salute, in genere?

In una società frammentaria e dispersiva che fa fatica a ritrovare valori condivisi, nelle piccole come nelle grandi questioni, la tentazione di ricorrere alla “dea scienza”, al mito di una verità che mette tutti d’accordo, è irresistibile. 
L’unico maestro riconosciuto, in questo campo è lo “scienziato-sciamano-demiurgo” che  spesso però è un comodo paravento dietro il quale  l’uomo   contemporaneo nasconde la sua insicurezza, la sua paura di decidere sul proprio  futuro, di impegnare la propria di accettare il rischio di scelte assunte in prima persona.
Di fatto nella nostra società c’è un deficit di proposte credibili, di interlocutori attendibili. 

I TEMI DEL CONFRONTO

Certo, i  mali evidenti che oggi affliggono i giovani (e non solo) - la droga, l’alcolismo, i disturbi alimentari, la violenza, il bullismo, le diverse malattie correlate a stili di vita balordi - richiedono l’intervento di persone esperte, e scientificamente preparate. Ma non si può affidare   ai “professionisti della salute”  ogni responsabilità, solo perché  detentori di un sapere, prezioso sicuramente, ma pur sempre parziale.
Di fatto se non si parte da una proposta sul piano educativo, si rischia di rimandare, sine die, la presa in carico reale e responsabile della nostra vita e di quella  dei  nostri figli.

La proposta del nostro Centro Studi  e Formazione è un ciclo di seminari (in via di definizione) per discutere insieme i temi di  una sana educazione al denaro e al perdono, alle nuove tecnologie e allo spirito critico, senza negare lo sguardo al dolore e alla morte, al sacrificio e alla fatica, da includere necessariamente nella prospettiva di una positiva educazione al futuro.

Riconoscere “l’incertezza della scienza” e, per converso, la necessità di una vita ispirata alla ricerca di un senso profondo, può costituire la vera risposta che può aiutare a vivere meglio, ma anche (perché no?), a fronteggiare efficacemente molti mali ritenuti impropriamente di specialistica, altrui competenza.

Mario Scannapieco


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