sabato 5 febbraio 2011

L’ANDRAGOGIA E I CORSI DI FORMAZIONE DEL CENTRO LA TENDA

Per lo svolgimento di attività formative a persone adulte si fa riferimento a modelli didattici interpretativi ricavati dalle“teorie andragogiche”. E’ un corpo di conoscenze riguardante discenti adulti in modo parallelo e distinto rispetto al modello pedagogico dell’apprendimento infantile. L’obiettivo dell’insegnamento/apprendimento viene definito come progressiva acquisizione di autonomia da parte delle persone, sia per svolgere i ruoli propri delle diverse fasi della vita (bisogno di imparare ), sia per imparare ad imparare (self directed learning).



Persiste ancora l'errata consuetudine di insegnare agli adulti come fossero dei bambini. Ma l'adulto ha necessità, obiettivi, caratteristiche psicologiche e caratteriali, ben diverse da quelle di un ragazzo o di un bambino. Il modello pedagogico attribuisce all'insegnante la piena responsabilità di prendere tutte le decisioni su quello che verrà appreso, come e quando verrà appreso e se è stato appreso. È un'istruzione diretta dal docente e che lascia al discente solo il ruolo subordinato di seguire le istruzioni dell'insegnante, in cui, come nel caso del bambino, la responsabilità ricade interamente sul docente e l'insegnamento è centrato sui contenuti: è quindi una trasmissione di informazioni e saperi da un docente a un discente percepito come passivo e dipendente.
Nel caso dell'adulto, un simile modello di insegnamento sarebbe assolutamente controproducente. L'adulto infatti, oltre ad avere una personalità ben definita, ha una percezione di sé come persona responsabile e chiede di essere trattato di conseguenza. Se si utilizza nei suoi confronti lo stesso approccio didattico utilizzato con il bambino si entra inevitabilmente in conflitto con questa visione di sé e si avrà un risultato negativo producendo un atteggiamento di regressione dell’adulto, che assumerà un atteggiamento totalmente passivo, oppure maturerà disinteresse verso l'apprendimento con conseguente abbandono dello studio. Un adulto ha l'esigenza di conoscere lo scopo e l'utilità dell'apprendimento per la sua vita o la sua carriera ed è motivato ad apprendere ciò che gli serve nel momento in cui gli serve.
C'è poi un fattore che nel caso dell'apprendimento degli adulti è assolutamente fondamentale: l'esperienza. In primo luogo, qualunque insegnamento rivolto a un adulto non sarà mai ex novo, ma andrà a modificare conoscenze o esperienze precedentemente acquisite. Ciò che viene insegnato deve quindi inserirsi proficuamente in un contesto esperienziale o cognitivo predefinito o dare vita a una riorganizzazione dei saperi. Se ciò non accade, il rischio è quello di un apprendimento fittizio e di breve durata.
In secondo luogo le esperienze contribuiscono alla costruzione del senso di identità dell'adulto, alla definizione del suo ruolo all'interno del luogo di lavoro e della società. Qualsiasi insegnamento avvia un cambiamento nella percezione che un individuo ha di sé e spesso anche nell'idea che gli altri hanno di lui, modificando rapporti e equilibri precedentemente fissati. È quindi un “materiale pericoloso”: svalutare o ignorare l'esperienza di un adulto è spesso percepito come un rifiuto o una svalutazione della persona stessa.
D'altro canto l'esperienza di vita dell'adulto è un grande valore per l'apprendimento e può essere proficuamente utilizzata sia direttamente, come fonte e materiale di analisi, sia indirettamente, facendo ricorso a tecniche e metodologie didattiche che simulano il vissuto lavorativo o esistenziale della persona, come case studies, simulazioni, attività di problem solving o laboratori. Tenendo conto di tali fattori, Knowles ha definito un modello di apprendimento basato sul processo, piuttosto che sui contenuti. Secondo Knowles "… la differenza è che il modello contenutistico si occupa di trasmettere informazioni e abilità, mentre il modello di processo si occupa di fornire procedure e risorse per aiutare i discenti ad acquisire informazioni e abilità".
Knowles, il teorizzatore del modello andragogico, propone in sostanza un’idea di formazione in cui chi ha il ruolo di formatore deve essere in grado di individuare e valutare le capacità e gli obiettivi dei discenti, coinvolgendo l'adulto che impara e aiutandolo ad acquisire in senso attivo informazioni ed abilità cognitive.



Con il suo famoso modello che definì andragogico in contrapposizione a quello pedagogico, Knowles definisce i 6 pilastri dell’apprendimento degli adulti:




  1. Il bisogno di conoscere: gli adulti sentono l’esigenza di sapere perchè occorra apprendere qualcosa prima d’intraprendere l’apprendimento stesso.

  2. Il concetto di sè: gli adulti hanno un concetto di sè come persone responsabili delle loro decisioni, della loro vita e sviluppano un profondo bisogno psicologico di essere considerati e trattati dagli altri come persone capaci di gestirsi autonomamente.

  3. Il ruolo dell’esperienza: gli adulti entrano in attività di formazione con una loro esperienza pregressa.

  4. La disponibilità ad apprendere: gli adulti sono disponibili ad apprendere ciò che hanno bisogno di sapere e di saper fare per far fronte alle situazioni della loro vita.

  5. L’orientamento verso l’apprendimento: in contrasto con l’orientamento verso le materie, quello degli adulti è centrato sulla vita reale.

  6. La motivazione: le motivazioni più potenti dell’adulto sono le pressioni interne.






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