domenica 3 ottobre 2010

IL CENTRO STUDI CAOS AL LAVORO PER I SEMINARI DE LA TENDA A FIERAVCCCHIA

I Seminari de La Tenda a Fieravecchia sono ormai una consuetudine della Salerno che si interroga, discute e progetta.

La filosofia dei Seminari, promossi da caos, il Centro Studi Formazione de La Tenda, rimane l’interazione costante, il confronto tra idee e persone, portatrici di esperienze e convinzioni maturate sul campo,su questioni anche controverse.



Alla base il convincimento che il compito della comunicazione sociale, la sua utilità generale risieda nell’incoraggiare e nel sostenere il patrimonio collettivo costituito da sane relazioni sociali.



Infatti accrescere il “capitale sociale” significa potenziare le capacità della società civile e delle minoranze di produrre un cambiamento, ridefinire i parametri della convivenza civile, allargare i confini dell’arena pubblica.



E così, dopo aver affrontato i temi dell’immigrazione, del sistema formativo scolastico, della famiglia, della necessità di una nuova cultura dell’educazione anche nell’ambito della pratica sportiva, i Seminari de La Tenda a Fieravecchia riprendono ad ottobre con un nuovo ciclo di confronti tematici.



Tra i temi in programma: il rapporto tra politica e giovani, le nuove povertà, le nuove emergenze sociali, le questioni poste dal pianeta carcere e dalla sofferenza mentale. Ma i Seminari saranno anche l’occasione per avviare nuovi percorsi formativi, tra cui: il Cooperative Learning, l’Auto Aiuto, L’analisi Transazionale, la Logoterapia, il NIP (Processo di Nuova Identità, riservati agli operatori sociali, della salute, della formazione e della comunicazione.



Intanto è in preparazione il CD-report che riassume e rilancia i temi sinora trattati con l’obiettivo di favorire un’ulteriore interazione tra i destinatari, diretti e indiretti, degli incontri di formazione. Il CD-report difatti si propone come un prodotto “in progress”, in costante rielaborazione, come suggerisce il suo stesso titolo: “I SEMINARI DI FIERAVECCHIA: QUANDO LA COMUNICAZIONE DIVENTA PARTECIPAZIONE”.



Di fatti questo prodotto multimediale è concepito intenzionalmente come un prodotto aperto, destinato a modificarsi e ad arricchirsi di contributi e riflessioni, ma anche di idee e di progettazioni condivise, capaci di sviluppare servizi adeguati ai nuovi bisogni sociali.





I SEMINARI IN PROGRAMMAZIONE



L’orientamento educativo: nuovi bisogni, nuove risposte



Cielo azzurro. Un bilancio e un rilancio delle attività per il “pianeta carcere”



Bisogno di salute: solo un problema sanitario?



Doppia diagnosi o doppia speranza? Le parole per dirlo



Le nuove povertà, le nuove ricchezze



UN CARCERE CHE SIA SOLO L’ULTIMA RISPOSTA ALLE TOSSICODIPENDENZE



Con inchieste, interviste e proposte, documentate e rilanciate anche nella nostra pubblicazione “cielo azzurro. il carcere che non c’è”, il Centro la Tenda vuole evidenziare la non utilità del carcere per la disintossicazione, il recupero e la rieducazione del detenuto. La prigione è due volte negativa per chi si droga: non impedisce del tutto la circolazione di sostanze e toglie alla persona l’opportunità di un trattamento riabilitativo adeguato, di un percorso alternativo. Spesso, purtroppo, priva anche della salute, della speranza e della voglia di vivere. Siamo perciò in prima fila nel sostenere misure alternative alla detenzione.



LE PROBLEMATICHE POSTE DALLE PERSONE PORTATORI DELLA “DOPPIA DIAGNOSI”



Sosteniamo un diverso approccio alle problematiche poste dalle persone portatori della cosiddetta “doppia diagnosi”, e per tanto non vogliamo rinunciare a fornire gli strumenti per una lettura diversa del disagio, anche quando è segnalato in forme drammatiche, ma non per questo, disperanti e senza risposte. In tale prospettiva abbiamo dedicato a questo tema anche una pubblicazione (“Doppia diagnosi o doppia speranza?”) tesa a ridefinire un disagio troppo spesso “recintato” in etichette spersonalizzanti.



LA PROMOZIONE DELLA SALUTE E DELLA RESPONSABILITÀ SOCIALE



Sosteniamo la concezione per cui la salute non va intesa come sinonimo dell’insieme di apparati sempre più efficaci, ma come produzione di un ambiente sano. Ciò implica un cambiamento della concezione del soggetto malato che non viene più inteso come mero oggetto di trattamento terapeutico ma come soggetto di vita da accompagnare nella ricerca sul come contenere le situazioni di sofferenza ma, soprattutto, sul come ritrovare un orizzonte di senso, alla realtà della propria vita “in salute”.



UNA PREVENZIONE AFFIDATA AGLI EDUCATORI



Occorre focalizzare l’attenzione non sulle sostanze o sulle patologie, ma sulla persona nella sua interezza, con le sue paure e fragilità, la sua storia e le sue relazioni interpersonali, la sua voglia di riscatto e la sua capacità di progettare una nuova vita.























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